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Il palazzo dei Vescovi

Il Palazzo dei Vescovi di Feltre si sviluppa a partire dal XIII secolo attorno a due antiche torri urbane, nel cuore della cittadella fortificata. Gravemente danneggiato dal sisma del 1348, sarà ristrutturato e ampliato nel corso nel XIV e del XV secolo, fino a raggiungere, alla fine del Quattrocento, le dimensioni attuali.

Al 1504 risale il grande apparato araldico affrescato nell’androne d’ingresso e scoperto durante la campagna di restauri del 2006, che celebra l’ingresso in diocesi del vescovo Antonio Pizzamano (1504-1512).

Nel 1509-10, nel contesto della guerra della Lega di Cambrai contro la Serenissima, Feltre è incendiata dalle truppe di Massimiliano d’Asburgo e ridotta in rovina; anche il Vescovado subisce danni enormi, tra cui la perdita irreparabile dell’archivio. Gli interventi di restauro sono promossi dai tre vescovi Campeggi: Lorenzo (1512-1520), Tommaso (1520-1559) e Filippo Maria (1559-1584); si protraggono per tutto il secolo e interessano soprattutto l’ala occidentale, dove ancor oggi si ammirano estesi brani di affreschi rinascimentali.

Tra la fine del XVI e gli inizi del XVII secolo si colloca una nuova e complessa ristrutturazione, promossa dal vescovo Jacopo Rovellio (1584-1610) e completata dal successore Agostino Gradenigo (1610-1628), che riorganizza gli ambienti interni e conferisce al palazzo la veste scenografica che lo caratterizza, con la creazione della scala monumentale, il livellamento dei solai, la distribuzione degli ambienti con effetto “a cannocchiale”, l’esecuzione del portale bugnato e delle grandi finestre.

Nel tardo Seicento, con l’elevazione della torretta sul lato ovest voluta dal vescovo Bartolomeo Gera (1663-1681), l’edificio assume la configurazione architettonica definitiva.

Al Settecento risalgono alcuni interventi decorativi, come la realizzazione dei pavimenti “alla veneziana” e l’esecuzione di alcuni ornati rococò, mentre all’inizio del secolo successivo si collocano gli ultimi lavori di un certo pregio, in particolare nel mezzanino affrescato con motivi neoclassici.

A partire dall’occupazione napoleonica del 1797, per l’antico vescovado comincia un lento e inarrestabile declino; occupato durante la prima guerra mondiale, sarà in seguito destinato alle funzioni più svariate, saccheggiato, privato degli arredi e sottoposto a demolizioni interne e improvvidi adattamenti.

Dopo decenni di abbandono e di chiusura, dal 1999 comincia la rinascita, grazie a lunghe e complesse operazioni di restauro, che portano nel 2007 all’apertura dell’ala orientale e che si concludono nel 2018, con la completa restituzione alla città di questo straordinario monumento, nella rinnovata veste di museo diocesano.

Info & Contatti

Sito: www.museodiocesanobellunofeltre.it
Email: info@museodiocesanobellunofeltre.it
Tel.  0439 844082 (nei giorni di apertura del museo)
Cell. 329 7512121 (tutti i giorni)

Orario di visita

Venerdì 09.00 - 13.00 | 14.00 - 18.00
Sabato 09.00 - 13.00 | 14.00 - 18.00
Domenica 09.00 - 13.00 | 14.00 - 18.00

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